Nel percorso di studio svolto insieme a Riccardo, abbiamo affrontato un tema fondamentale dell’ingegneria del software: come trasformare un’idea o un problema reale in un sistema ben progettato, leggibile e coerente, partendo dalla modellazione fino all’implementazione in codice Java.

L’obiettivo non era solo “scrivere codice”, ma imparare a ragionare come un progettista software.


📐 Dalla modellazione concettuale al diagramma delle classi

Il lavoro è iniziato con l’analisi del dominio applicativo e la costruzione di un diagramma delle classi UML, che rappresentasse in modo chiaro:

  • gli attori principali del sistema (Professore, Studente, Corso, Tirocinio);
  • le relazioni tra le entità;
  • le responsabilità di ciascun elemento del sistema.

Questa fase è stata cruciale per aiutare Riccardo a comprendere che un buon software nasce prima sulla carta, e solo dopo nel codice.


🧠 Il modello Boundary–Control–Entity (BCE)

Una parte centrale dello studio è stata l’introduzione del pattern Boundary–Control–Entity, molto utilizzato in ambito accademico ed estremamente utile per strutturare correttamente un’applicazione.

Abbiamo distinto chiaramente:

  • Boundary: le classi che rappresentano l’interazione con l’utente (pagine, finestre, pulsanti);
  • Controller: le classi che coordinano il flusso applicativo;
  • Entity: le classi di dominio, che contengono dati e logica di business.

Questa separazione ha permesso a Riccardo di capire dove deve stare la logica e, soprattutto, dove non deve stare.


🔄 Relazioni complesse e scelte progettuali

Durante il lavoro sul diagramma, ci siamo soffermati su un aspetto molto importante:
le relazioni molti-a-molti.

Invece di introdurre classi “ponte” puramente tecniche, abbiamo scelto di:

  • eliminare le entità superflue;
  • gestire le relazioni attraverso metodi di dominio;
  • rendere il modello più semplice, leggibile e orientato agli oggetti.

Questa scelta ha aiutato Riccardo a sviluppare una mentalità più matura, orientata alla qualità del progetto, non solo alla correttezza formale.


💻 Dalla teoria al codice Java

Una volta consolidato il modello UML, siamo passati all’implementazione in Java, mantenendo una corrispondenza diretta tra:

  • diagramma delle classi;
  • package;
  • responsabilità delle singole classi.

Ogni classe Java è stata scritta in modo coerente con il diagramma, rispettando:

  • incapsulamento;
  • ereditarietà;
  • responsabilità singola;
  • chiarezza dei nomi e dei metodi.

Questo passaggio ha permesso a Riccardo di vedere come la progettazione guida il codice, e non il contrario.


🎯 Risultati del percorso

Al termine dello studio, Riccardo ha acquisito competenze fondamentali:

  • leggere e costruire diagrammi UML;
  • comprendere e applicare il modello Boundary–Control–Entity;
  • progettare un sistema prima di implementarlo;
  • scrivere codice Java più ordinato, manutenibile e coerente.

Soprattutto, ha iniziato a sviluppare un approccio consapevole e professionale alla programmazione.


🚀 Conclusione

Questo percorso dimostra come lo studio della progettazione software, se affrontato nel modo giusto, possa trasformare la programmazione da semplice esercizio tecnico a vera competenza ingegneristica.

Lavorare con Riccardo è stato un esempio concreto di come metodo, chiarezza e pratica guidata possano fare la differenza nella formazione di uno sviluppatore.

Classificazione: 1 su 5.

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  1. Avatar di Michela
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  5. Avatar di Jacopo

    post utile e molto interessante che sono sicuro potrà spronare un’altra persona all’apprendimento di questo argomento e dell’informatica in generale.…

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