C ANSI è il linguaggio che “parla” più vicino all’hardware.
Con il C impari cosa significa davvero gestire la memoria, passare i parametri alle funzioni, lavorare con array e matrici, controllare ogni singolo dettaglio.

Negli esercizi che abbiamo fatto insieme a Matteo, abbiamo già visto quanto il C possa essere potente… ma anche severo: se sbagli una parentesi o un indice di array, lui non perdona 😄
Ed è proprio questa severità che ti aiuta a diventare un programmatore molto più solido.

In questo articolo ripercorriamo alcuni concetti che abbiamo affrontato insieme, collegandoli agli esercizi fatti nelle lezioni precedenti.

Perché studiare proprio il C ANSI?

Ti sarà capitato di pensare: “Ma perché non iniziamo direttamente da Python o JavaScript, che sembrano più facili?”.
La risposta è semplice:

  • il C ti obbliga a essere preciso;
  • ti fa capire come sono fatte le strutture dati a basso livello;
  • ciò che impari in C ti torna utile in qualsiasi altro linguaggio.

Ogni volta che:

  • dichiari un array,
  • passi una matrice a una funzione,
  • controlli un file aperto con fopen,
    stai imparando a ragionare come un programmatore “di sistema”.
Array: il primo passo oltre le variabili singole

Uno dei primi passi che abbiamo fatto è stato lavorare con gli array monodimensionali: sequenze di valori memorizzati uno dopo l’altro in memoria.

Negli esercizi abbiamo:

  • dichiarato array di interi;
  • chiesto all’utente quanti elementi inserire;
  • letto i valori con un ciclo for;
  • stampato successivamente tutti i dati.

L’obiettivo di questi esercizi non è solo “leggere e stampare numeri”, ma:

  • abituarti a usare gli indici in modo corretto (da 0 a n-1);
  • capire dove sono gli errori tipici (sforare i limiti dell’array);
  • separare la logica in funzioni: ad esempio una funzione che stampa, una che calcola la somma, una che cerca il massimo.

Stai imparando a non scrivere tutto nel main, ma a spezzare il problema in piccoli mattoncini riutilizzabili.

Matrici: lavorare in due dimensioni

Da lì siamo passati alle matrici, ad esempio una matrice 4×4 dichiarata come:

  • int A[ROW][COL]; con #define ROW 4 e #define COL 4.

Abbiamo scritto funzioni come:

  • stampaMatrice per visualizzare la matrice in modo ordinato;
  • funzioni per cercare il massimo;
  • funzioni per calcolare la media degli elementi;
  • funzioni che controllano proprietà particolari, come
    “tutti gli elementi di una riga sono pari?”.

Questo ti ha insegnato a:

  • passare matrici come parametro alle funzioni;
  • capire che quando passi un array o una matrice, stai in realtà passando un riferimento alla zona di memoria dove sono memorizzati i dati;
  • usare doppi cicli for annidati (for sulle righe e for sulle colonne).

E soprattutto hai iniziato a collegare la teoria alla pratica: “matrice” non è più solo una parola da libro di matematica, ma è qualcosa che sai creare, riempire e manipolare in codice.

Esercizi con i file: labirinti, barche e mappe

Un altro passo importante che abbiamo fatto è stato leggere dati da file di testo, per esempio:

  • lab.txt o barca.txt, contenenti griglie di caratteri (0/1, #, . ecc.).

In questi esercizi hai imparato a:

  • usare FILE* fr = fopen("nomefile.txt", "r");
  • controllare se il file esiste (se fr == NULL);
  • leggere carattere per carattere o valore per valore;
  • salvare i dati in una matrice, tipo char mappa[N][N];
  • scrivere una funzione stampa che disegna la mappa sullo schermo, sostituendo i caratteri con simboli grafici (ad esempio il carattere ASCII 219 per disegnare blocchi).

Questo lavoro ti porta molto vicino a quello che fanno i videogiochi 2D:
una matrice che rappresenta un mondo, una funzione che lo disegna a schermo, e poi della logica per muovere un personaggio all’interno.

Piccoli giochi in C: il serpente che si muove con WASD

Partendo dall’idea della matrice come “mondo di gioco”, abbiamo iniziato a progettare un mini gioco in C:

  • un serpente di lunghezza fissa (per esempio 4 celle),
  • rappresentato dentro una matrice,
  • che si muove usando i tasti W, A, S, D.

Anche in versione semplificata, senza puntatori né struct, questo esercizio è estremamente potente perché ti obbliga a:

  • tenere traccia della posizione del serpente (riga/colonna);
  • aggiornare di volta in volta la matrice;
  • cancellare la posizione precedente e disegnare la nuova;
  • controllare i limiti (non uscire dalla griglia).

Qui non è importante avere un gioco “perfetto”, ma imparare a:

  • ragionare a passi (input → aggiornamento logica → ridisegno);
  • scomporre il problema in funzioni (una funzione per la stampa, una per il movimento, una per inizializzare la matrice);
  • gestire i casi particolari (cosa succede se il serpente va contro un muro?).

Ed è lo stesso tipo di ragionamento che userai un domani in C++, in Java, nei videogiochi, nelle simulazioni, nei sistemi embedded.

Il C come palestra di pensiero logico

In tutti questi esercizi, anche quando sembra “solo codice”, stai allenando qualcosa di più importante:

  • la capacità di individuare il problema;
  • la capacità di spezzarlo in sotto-problemi;
  • la disciplina nel testare caso per caso (righe pari, massimo, medie, indici validi…).

Quando abbiamo parlato di funzioni come:

  • stampaMatrice
  • trova_max
  • controllaRigheTuttePari

l’obiettivo non era solo scriverle, ma abituarti a:

  • dare nomi chiari alle funzioni,
  • fare una cosa sola per funzione,
  • riutilizzare il codice invece di riscriverlo.

Questo è il cuore del pensiero computazionale: saper costruire soluzioni robuste, riutilizzabili, chiare anche dopo mesi.

Conclusione: C oggi, tutto il resto domani

Studiare C ANSI non è “solo” imparare un linguaggio vecchio:
è costruire fondamenta solidissime per tutto quello che verrà dopo.

Grazie agli esercizi che stai facendo:

  • hai visto come funzionano array e matrici;
  • hai imparato a passare strutture complesse alle funzioni;
  • hai iniziato a lavorare con i file;
  • hai mosso i primi passi nella logica dei giochi 2D.

Domani potrai spostarti su:

  • C++ per la programmazione a oggetti,
  • Java e C# per applicazioni complesse,
  • Python per script e analisi dati,
  • JavaScript per il web…

…ma il modo di ragionare che stai sviluppando con il C te lo porterai dietro ovunque.

Continua a sbagliare, correggere, capire, migliorare.
Ogni warning e ogni errore di compilazione sono un passo in più verso la tua versione “programmatore senior” del futuro.

E ricordati:

Il C non è solo un linguaggio: è una palestra mentale.
Se impari a stare in piedi qui, poi puoi correre dappertutto. 🧠💻

Classificazione: 1 su 5.

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    post utile e molto interessante che sono sicuro potrà spronare un’altra persona all’apprendimento di questo argomento e dell’informatica in generale.…

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